CENNI SULLA STORIA DELLA CONTRADA DI SANT’ANNA - LUCCA

di Nicola Lagana

 

Il quartiere periferico di Sant'Anna si trova ad ovest del centro storico di Lucca e, a prima vista, sembra di recente origine. Infatti, a seguito dell'approvazione del Piano Regolatore Generale Comunale del 1958, esso ha subito un notevole sviluppo edilizio e si è trasformato in una zona essenzialmente residenziale e commerciale, piuttosto che nell'auspicata "città satellite".

Ma S. Anna conta almeno 900 anni di storia (se non di più), come stanno a dimostrare molti documenti dei secoli XI-XIV, e la sua esistenza è strettamente legata a quella del fiume Serchio. Quest'ultimo al tempo dei Romani sembra che scorresse tra le attuali vie Pisana e Sarzanese e successivamente sarebbe stato spostato nella posizione attuale, soprattutto ad opera degli uomini, e contenuto in possenti argini. Data la natura del suolo ed il fatto che al tempo dei Marchesi di Toscana facesse parte del "Prato del Marchese", compreso tra piazzale Verdi e Ponte S. Pietro, il popolamento di S. Anna assunse consistenza soltanto verso 1'inizio del XIV secolo quando circa 90 uomini (dai 18 ai 60-70 anni) giurarono fedeltà all'imperatore Giovanni di Boemia ed al figlio Carlo (1331). Ma pochi anni dopo questo e molti altri paesi della Piana vennero completamente distrutti dagli eserciti fiorentini, pisani e... lucchesi!

In realtà già nell'XI secolo esisteva la località "Piaggia", nel 1286 quella di "Piaggia dei figli di Cannella" e pochi anni dopo veniva nominata la 1° chiesa, intitolata a S. Anna delle Piagge, che doveva trovarsi molto più a nord dell'attuale, presso corte Meassino o Meazzino secondo alcuni storici; ma forse più vicina a S. Alessio se fosse quella stessa che ho rinvenuto in una pergamena del 1306 (S. Anna delle Piagge di Guindolfo). Quest'ultima, mentre il paese si riprendeva dalle guerre, sopravvisse fino al 1447 circa, quando una piena disastrosa del Serchio se la portò via assieme al cimitero antico.

La Comunità cercò allora un posto più idoneo e lo rinvenne proprio nella zona dove sorge la chiesa attuale, dove si trovavano allora i resti dell'oratorio di S. Regolo, fatto costruire dai Rapondi nel 1348. Il vescovo Baldassare Manni il 4 gennaio 1448 concesse ai rappresentanti del paese di edificare in questo luogo la 2° chiesa a proprie spese; ed, in cambio, gli abitanti di S. Anna ebbero per molti secoli il privilegio di designare il proprio parroco.

La nuova chiesa, che ha subito varie aggiunte e modifiche soprattutto nel corso del secolo XVIII e negli anni '30, venne costruita presso un antico argine (detto il mascellare) ai margini del territorio di San Donato, come dimostra lo stesso documento della fondazione ed altri atti civili e religiosi dei secoli successivi. Però, piano piano, S. Anna riuscì a più riprese, ed in particolare nel 1843 e nel 1942, ad espandersi verso sud, ai danni del paese vicino.

La Contrada di S. Anna fuori le mura o più semplicemente S. Anna ha avuto anche una notevole importanza dal punto di vista militare; ma per fortuna, passati i pericoli dei secoli XIV-XV, i soldati lucchesi si prepararono più per le parate piuttosto che per la guerra per la quale si preferivano i mercenari stranieri. I "ruoli militari" ci hanno tramandato così i nomi dì alcuni capitani, luogotenenti, alfieri, sergenti, caporali, tamburi, cancellieri, o soldati semplici (stioppetti, moschettieri, archibugieri, ecc.) che facevano parte delle "Ordinanze delle Sei Miglia". Poi S. Anna nel 1599 dette addirittura il nome ad una "Banda", cioè ad un raggruppamento militare dal quale dipendevano ben 14 paesi!

I gradi militari davano diritto all'esenzione dal pagamento della tassa personale (testa) e da alcuni obblighi, come quello della manutenzione delle strade.

I cognomi che si ritrovavano nei suddetti ruoli (Bonturi, Ghilardi,  Landucci, Lenzi,  Giovannetti,  Marchi, Martinelli, Mencacci, Minucciani, Pardini, ecc.) sono quelli che sono stati tramandati anche dagli Statuti del Comune rurale di S. Anna, che vanno dal 1568 ali'inizio dell'Ottocento, quando il paese venne assorbito prima dal Comune di Sant'Angelo in Campo e quindi da quello di Lucca.

II Comune esisteva già dal secolo XIV, ma prima si resse secondo norme consuetudinarie, ed a partire almeno dal 1568 si dette invece delle leggi scritte per regolamentare la pacifica convivenza della numerosa comunità. I capifamiglia si riunivano presso la chiesa ed esercitavano a turno e per la durata di un anno le cariche di governatore, ufficiale, guardiano,ecc. Questi magistrati dovevano far pagare le tasse a tutti i contribuenti, curare la manutenzione delle strade e delle fosse, tenere i rapporti con lo stato, occuparsi delle spese per la chiesa, ecc.

Nel 1774 si decise intanto di costruire il "Camposanto" di Lucca e dintorni proprio a S. Anna e così esso sostituì anche quello paesano che si trovava accanto alla chiesa. Nel frattempo l'importanza del paese aumentava sempre più. Nel 1790, per esempio, si contavano 246 famiglie e 1355 abitanti in tutto, salite nel 1809 rispettivamente a 274 ed a 1635 unità. E proprio in base al censimento di quest'ultimo anno, accanto ai tradizionali contadini di sempre, figuravano alcuni artigiani (sarti, calzolai, fabbri, muratori, carratori, bigongiari) e qualche filandara (filatrice) o tessandora (tessitrice).

Pochi anni dopo nel Catasto ducale apparivano chiaramente anche i  nomi di alcune  "corti lucchesi"  della zona, cioè Bardelli, Bonturi, Buchignani, Fibbiani, Ghilardi, Landucci, Marchi, Martinelli, Il Palazzaccio, Pardini, Pistelloni, ecc. Ma queste tipiche "case a schiera" erano già presenti negli estimi medievali ed in quello del 1547 e venivano rappresentate schematicamente con le seguenti diciture: "a casa di quelli dei Marchi, a Martinelli, a Pardini,ecc.".

Quindi, come ha già dimostrato Mario Seghieri (1) nei suoi saggi sulle origini di S. Anna e nella mia conferenza tenuta presso il "Centro Anziani" (2), anche questo paese ha una storia secolare che merita di essere raccolta e descritta non in poche righe, ma in una pubblicazione più ampia e completa.

 

________________________________

(1) M. Seghieri, “Le piagge di Sant’Anna nel suburbano di Lucca”, in “Rivista di Archeologia, Storia e Costume”, anno VII, n°3, Lucca, 1979.

(2) N. Laganà, “La storia di Sant’Anna – Com’era organizzata la comunità dalla metà del ‘500 all’800”, conferenza tenuta presso il Centro Anziani di S. Anna (LU) il 17/02/1995.